|
|
Introduzione
generale |
|
I. |
Dignità
del Battesimo |
|
II. |
Uffici
e ministeri nella celebrazione del Battesimo |
|
III. |
Le
cose necessarie per la celebrazione del Battesimo |
|
IV. |
Adattamenti
di competenza delle Conferenze Episcopali |
|
V. |
Adattamenti
che competono al ministro |
INTRODUZIONE
GENERALE
I
sacramenti dell’iniziazione cristiana:
1.
Per mezzo dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, gli uomini, uniti
con Cristo nella sua morte, nella sua sepoltura e risurrezione, vengono
liberati dal potere delle tenebre, ricevono lo Spirito di adozione a
figli e celebrano, con tutto il popolo di Dio, il memoriale della morte
e risurrezione del Signore .
Battesimo
2.
Per
mezzo del Battesimo, essi, ottenuta la remissione di tutti i peccati,
liberati dal potere delle tenebre sono trasferiti allo stato di figli
adottivi ;
rinascendo dall’acqua e dallo Spirito Santo diventano nuova
creatura: per questo vengono chiamati e sono realmente figli di Dio .
Così, incorporati a Cristo, sono costituiti in popolo di Dio.
Confermazione
Nella Confermazione, che li segna con lo Spirito Santo, dono del Padre,
i battezzati ricevono una più profonda configura- zione a Cristo e una
maggiore abbondanza di Spirito Santo, per essere capaci di portare al
mondo la testimonianza dello stesso Spirito fino alla piena maturità
del corpo di Cristo .
Eucaristia
Infine,
partecipando all’assemblea eucaristica, i fedeli mangiano la carne del
Figlio dell’Uomo e bevono il suo sangue ,
per ricevere la vita eterna e manifestare l’unità del popolo
di Dio.
Offrendo se stessi con Cristo,
s’inseriscono nell’universale sacrificio, che è tutta l’umanità
redenta offerta a Dio per mezzo di Cristo, sommo sacerdote ;
e pregano il Padre che effonda
più largamente il suo Spirito, perché tutto il genere umano formi
l’unica famiglia di Dio .
I tre sacramenti dell’iniziazione sono così intimamente tra loro
congiunti, che portano i fedeli a quella maturità cristiana per cui
possano compiere, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria del
popolo di Dio .
I.
DIGNITA’ DEL BATTESIMO
Battesimo,
sacramento della fede
3.
Il Battesimo, ingresso alla vita e al regno, è il primo sacramento
della nuova legge. Cristo lo ha proposto a tutti perché abbiano la vita
eterna ,
e lo ha affidato alla sua Chiesa insieme con il Vangelo, dicendo
agli apostoli: «Andate e annunziate il Vangelo a tutti i popoli e
battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» .
Perciò il Battesimo è anzitutto il sacramento di quella fede, con la
quale gli uomini, illuminati dalla grazia dello Spirito Santo,
rispondono al Vangelo di Cristo. La Chiesa considera quindi come sua
prima missione suscitare e risvegliare in tutti una fede autentica e
operosa; per questa fede tutti - catecumeni, genitori dei bambini da
battezzare e padrini - aderendo a Cristo potranno entrare nella nuova
alleanza o riaffermare la loro appartenenza ad essa. Tendono a questo
scopo sia la formazione dei catecumeni e la preparazione dei genitori,
che la celebrazione della parola di Dio nel rito del Battesimo e la
professione di fede.
Battesimo,
aggregazione alla Chiesa
4.
Il Battesimo è il
sacramento che incorpora gli uomini alla Chiesa, li edifica come
abitazione di Dio nello Spirito ,
li rende regale sacerdozio e popolo santo ,
ed è vincolo sacramentale di unità fra tutti quelli che lo
ricevono.
Il Battesimo produce un effetto permanente e definitivo, che dalla
liturgia latina è posto in rilievo nel momento in cui i battezzati,
alla presenza del popolo di Dio, ricevono l’unzione del crisma.
Pertanto questo sacramento è tenuto in sommo onore da tutti i
cristiani, e non è lecito ripeterlo, quando sia stato validamente
conferito, anche se dai fratelli separati.
Battesimo,
nascita a nuova vita
5.
Il
Battesimo, lavacro dell’acqua unito alla parola , purifica gli uomini da ogni peccato, sia originale che personale,
e li rende partecipi della vita di Dio
e della adozione a suoi figli .
Come attestano le formule di benedizione dell’acqua, esso è
lavacro di rigenerazione dei figli di Dio e di rinascita che viene dall’alto.
I battezzandi, preparati dalle letture bibliche, dalla preghiera della
comunità e dalla triplice professione di fede, giungono al momento
culminante della celebrazione: nel nome della SS. Trinità, invocata su
di loro, sono segnati e consacrati, ed entrano in comunione di vita con
il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.
Battesimo,
inserimento nel mistero pasquale
6.
Il Battesimo, più efficace di ogni purificazione dell’antica legge,
opera questi effetti in forza del mistero della passione e risurrezione
del Signore. Infatti coloro che ricevono il Battesimo, segno
sacramentale della morte di Cristo, con lui sono sepolti nella morte e con lui vivificati e risuscitati .
Così si commemora e si attua il mistero pasquale, che è per gli
uomini passaggio dalla morte del peccato alla vita.
La celebrazione del rito battesimale, soprattutto quando si compie nella
Veglia pasquale o in domenica, esprima la gioia della risurrezione.
II.
UFFICI E MINISTERI
NELLA CELEBRAZIONE DEL BATTESIMO
Compito
fondamentale del popolo di Dio
7.
Il popolo di Dio, cioè la Chiesa, che trasmette e alimenta la fede
ricevuta dagli apostoli, considera suo compito fondamentale la
preparazione al Battesimo e la formazione cristiana dei suoi membri.
Mediante il ministero della Chiesa gli adulti sono chiamati dallo
Spirito Santo al Vangelo e i bambini sono battezzati ed educati nella
fede della Chiesa stessa. È quindi molto importante che, già nella
preparazione al Battesimo, i catechisti e altri laici collaborino con i
sacerdoti e i diaconi. Ed è bene che nella celebrazione del Battesimo
il popolo di Dio, rappresentato non solo dai genitori, padrini e
congiunti, ma possibilmente anche da amici, conoscenti, vicini di casa e
membri della comunità locale, prenda parte attiva al rito: in tal modo
si manifesta visibilmente la fede e la gioia con la quale tutti
accolgono i neobattezzati nella Chiesa.
Il
padrino: compiti e requisiti
8.
Secondo la primitiva tradizione della Chiesa, per ammettere un adulto al
Battesimo si richiede un padrino, scelto in seno alla comunità
cristiana. Egli aiuterà il battezzando almeno nell’ultima fase di
preparazione al sacramento e, dopo il Battesimo, lo sosterrà, perché
perseveri nella fede e nella vita cristiana. Anche nel Battesimo dei
bambini si richiede il padrino: egli amplia, in senso spirituale, la
famiglia del battezzando e rappresenta la Chiesa nel suo compito di
madre. Se è necessario, collaborerà con i genitori perché il bambino
giunga alla professione personale della fede e la esprima nella realtà
della vita.
9.
Il padrino deve intervenire almeno negli ultimi riti del catecumenato e
nella celebrazione del Battesimo, sia per essere garante della fede di
un battezzando adulto, sia per professare, insieme con i genitori, la
fede della Chiesa, fede nella quale il bambino è battezzato.
10.
Il padrino viene scelto o dal catecumeno stesso o dalla famiglia del
bambino. Il pastore d’anime si renderà conto se abbia i requisiti
necessari per compiere gli atti liturgici che gli sono propri (cfr n.
9), se cioè: a) abbia la maturità sufficiente per compiere questo
ufficio; b) abbia ricevuto i tre sacramenti della iniziazione cristiana:
Battesimo, Confermazione, Eucaristia; c) appartenga alla Chiesa
cattolica e non sia impedito, a norma del diritto, di compiere il suo
ufficio. Se i genitori lo desiderano, accanto al padrino cattolico (o
alla madrina cattolica), può essere ammesso come padrino o testimone
del Battesimo anche un battezzato, nato ed educato nella fede di Cristo
in una comunità separata. Si tengano però presenti per i singoli casi
le norme stabilite in materia di ecumenismo (cfr Direttorio
ecumenico, n. 57).
Ministri
ordinari:
11.
Ministri ordinari del Battesimo sono i vescovi, i presbiteri e i
diaconi. Quando celebrano questo sacramento, ricordino che agiscono
nella Chiesa in nome di Cristo e nella potenza dello Spirito Santo.
Curino pertanto con particolare diligenza la proclamazione della parola
di Dio e la celebrazione del sacramento. Evitino inoltre tutto ciò che
dai fedeli possa essere interpretato come preferenza di persone .
il
vescovo
12.
I vescovi sono i principali dispensatori dei misteri di Dio e i
responsabili di tutta la vita liturgica nella Chiesa loro affidata .
In forza di questo loro ufficio essi regolano il conferimento del
Battesimo, mediante il quale gli uomini partecipano al sacerdozio regale
di Cristo .
Non tralascino quindi di celebrare essi stessi 1
1 Battesimo, soprattutto nella Veglia pasquale. Si raccomanda in
particolare che essi stessi conferiscano il Battesimo agli adulti e ne
curino la preparazione.
coadiuvato
dai parroci
13.
Spetta ai parroci coadiuvare il vescovo nella preparazione e nella
celebrazione del Battesimo degli adulti loro affidati, a meno che il
vescovo non abbia disposto altrimenti.
È inoltre loro ufficio preparare e seguire con adeguate forme pastorali
i genitori e i padrini dei bambini da battezzare, sollecitando anche
l’aiuto di catechisti e di altri laici idonei. Infine essi stessi
conferiranno ai bambini il sacramento.
gli
altri presbiteri e i diaconi
14.
Gli
altri presbiteri e i diaconi, come cooperatori del ministero del vescovo
e dei parroci, prestano la loro opera nella preparazione del Battesimo;
possono anche conferire il sacramento per incarico o con l’assenso del
vescovo o del parroco.
15.
Il celebrante può
essere coadiuvato da altri presbiteri, diaconi e anche da laici, per le
parti che loro spettano, come è indicato nel rito: questo soprattutto
nel caso di molti battezzandi.
nei
casi urgenti anche i laici
16.
Nel
pericolo di morte imminente e soprattutto al momento della morte, se
manca un sacerdote o un diacono, non solo ogni cristiano, ma chiunque
abbia la debita intenzione di dare il Battesimo, può, e in certi casi
deve, conferirlo.
Se però si tratta soltanto di «pericolo di morte», è preferibile che
sia un cristiano a conferire il sacramento, secondo il rito più breve
(cfr nn. 283-294). Conviene che, anche in questo caso, si raduni una
piccola comunità; o almeno, se possibile, vi siano uno o due testimoni.
17.
Tutti i laici, come
membri del popolo sacerdotale - soprattutto i genitori e, in forza del
loro ufficio, i catechisti, le ostetriche, le assistenti familiari e
sociali, le infermiere, i medici e i chirurghi - procurino di conoscere
il meglio possibile il modo esatto di dare il Battesimo in caso di
necessità.
I parroci, i diaconi e i catechisti s’impegnino a istruirli; i
vescovi, nella loro diocesi, predispongano le forme adatte per questa
istruzione.
III. LE COSE NECESSARIE
PER LA CELEBRAZIONE DEL BATTESIMO
Acqua
naturale
18.
L’acqua del Battesimo deve essere naturale e pulita: questo, sia per
l’autenticità del segno sacramentale che per l’igiene.
contenuta
in un fonte decoroso
19.
La vasca del battistero o il recipiente nel quale si prepara l’acqua
quando il rito è celebrato in presbiterio, siano davvero puliti e
decorosi.
20.
Si provveda anche a riscaldare l’acqua, se le circostanze lo
suggeriscono.
e
appositamente benedetta
21.
Il sacerdote e il diacono usino soltanto l’acqua appositamente
benedetta, eccetto il caso di necessità. Quando è stata benedetta
nella Veglia pasquale, l’acqua si conservi e si usi possibilmente
durante il Tempo di Pasqua, per affermare con maggior evidenza il nesso
tra il sacramento e il mistero pasquale.
Fuori del Tempo di Pasqua, è preferibile che l’acqua sia benedetta in
ogni celebrazione, perché le stesse parole della benedizione più
chiaramente esprimano il mistero di salvezza che la Chiesa ricorda e
proclama. Se il fonte battesimale è fatto in modo che in esso fluisca
l’acqua corrente, si benedica l’acqua che scorre.
Rito
di immersione o infusione
22.
Si
può legittimamente usare sia il rito di immersione, segno sacramentale
che più chiaramente esprime la partecipazione alla morte e risurrezione
di Cristo, sia il rito di infusione.
Forma
sacramentale
23.
Le
parole con le quali si conferisce il Battesimo nella Chiesa latina sono:
«
ego
te baptizo
in
nomine patris, et filii,
et spiritus sancti
».
[
Per la lingua italiana:
«
io ti battezzo
nel nome del padre e del figlio
e dello spirito santo » ].
24.
Per la celebrazione
della parola di Dio si disponga un luogo adatto nel battistero o nella
chiesa.
Il
battistero
25.
Il
battistero, cioè l’ambiente nel quale è collocato il fonte
battesimale - a vasca o a zampillo - sia riservato al sacramento del
Battesimo e sia veramente decoroso, come conviene al luogo dove i
cristiani rinascono dall’acqua e dallo Spirito Santo.
Il fonte battesimale può essere collocato in una cappella, situata in
chiesa o fuori di essa, o anche in altra parte della chiesa visibile ai
fedeli; in ogni caso dev’essere disposto in modo da consentire la
partecipazione comunitaria.
Nel battistero si conservi con onore il cero pasquale, che vi sarà
collocato al termine del Tempo di Pasqua; rimanga acceso durante il rito
battesimale e alla sua fiamma si accendano le candele dei neobattezzati.
26.
Nella celebrazione del
Battesimo, i riti da compiersi fuori del battistero si svolgano in
quella parte della chiesa, che meglio risponda e al numero dei presenti
e ai vari momenti della liturgia battesimale. Nel caso in cui il
battistero non fosse in grado di ospitare tutti i catecumeni o tutti i
presenti, anche i riti che normalmente si svolgono nel battistero si
possono compiere in altre parti della chiesa che meglio si prestino allo
scopo.
Celebrazione
comune
27.
Per quanto è possibile, tutti i bambini nati entro un dato periodo di
tempo siano battezzati nello stesso giorno con una sola celebrazione
comune. Non si celebri due volte il sacramento nella medesima chiesa e
nello stesso giorno, se non per una giusta causa.
28.
Del tempo più adatto per il Battesimo sia degli adulti che dei bambini
si parlerà più diffusamente a suo luogo. Tuttavia la celebrazione del
sacramento manifesti sempre la sua indole pasquale.
Atto
di Battesimo
29.
I
parroci del luogo dove si celebra il Battesimo debbono diligentemente e
quanto prima registrare nel libro dei battesimi i nomi dei battezzati,
facendo menzione del ministro, dei genitori e dei padrini, del luogo e
del giorno in cui il sacramento è stato celebrato.
IV. ADATTAMENTI DI COMPETENZA
DELLE CONFERENZE EPISCOPALI
30.
In forza della Costituzione sulla sacra Liturgia (art. 63b), è di
competenza delle Conferenze Episcopali preparare nei Rituali particolari
un titolo, corrispondente a questo titolo del Rituale Romano, che tenga
conto delle esigenze delle singole regioni e che, dopo l’approvazione
della Sede Apostolica, sarà usato nelle regioni a cui si riferisce.
A questo riguardo spetterà alle Conferenze Episcopali:
1) definire gli adattamenti di cui all’art. 39 della Costituzione
sulla sacra Liturgia;
2) valutare con attenzione e prudenza gli elementi che possono essere
opportunamente accolti dalle tradizioni e dall’indole dei singoli
popoli; perciò proporre alla Sede Apostolica altri adattamenti ritenuti
utili o necessari, da introdursi con il suo consenso;
3) conservare gli elementi propri dei Rituali particolari che già
esistono, purché possano armonizzarsi con la Costituzione sulla sacra
Liturgia e con le esigenze attuali, oppure adattarli;
4) preparare le versioni dei testi secondo il carattere delle varie
lingue e culture, aggiungendo, ogni qualvolta ve ne sia l’opportunità,
le melodie adatte al canto;
5) adattare e completare l’introduzione che si ha nel Rituale Romano
in modo che i ministri comprendano pienamente e traducano in realtà il
significato dei riti;
6) nelle edizioni dei libri liturgici che saranno curate dalle
Conferenze Episcopali, ordinare la materia nel modo che sembra più
adatto all’uso pastorale.
31.
Secondo le norme
contenute nei nn. 37-40 e 65 della Costituzione sulla sacra Liturgia,
nelle terre di missione è di competenza delle Conferenze Episcopali
giudicare se gli elementi dell’iniziazione in uso presso alcuni popoli
possono essere adattati al rito del Battesimo cristiano e decidere se si
debbono accogliere in esso.
32.
Quando il Rituale Romano del Battesimo presenta diverse formule, i
Rituali particolari possono aggiungere altre formule simili.
33.
Poiché la celebrazione
del Battesimo è molto sostenuta dal canto, che suscita nei presenti
sentimenti di fraternità, favorisce la loro comune orazione e inoltre
manifesta la gioia pasquale che il rito deve riecheggiare, le Conferenze
Episcopali abbiano cura di sollecitare e aiutare esperti musicisti,
perché arricchiscano di melodie i testi liturgici, che sono ritenuti
degni di essere cantati dai fedeli.
La Conferenza
Episcopale Italiana adotta il Rito ora proposto dal nuovo Rituale
Romano.
Una conoscenza più approfondita del Rito e del suo spirito, nonché la
sua concreta attuazione da parte delle Chiese in Italia potranno
suggerire i necessari adattamenti alla situazione italiana.
V. ADATTAMENTI
CHE COMPETONO AL MINISTRO
34.
Il ministro, tenendo
presenti le varie situazioni e le esigenze pastorali e anche i desideri
dei fedeli, si valga volentieri delle varie facoltà previste nel rito.
35.
Oltre gli adattamenti,
previsti dallo stesso Rituale Romano nel dialogo e nelle benedizioni, è
di competenza del ministro fare alcuni adattamenti secondo le
circostanze. Se ne parlerà più specificatamente nella introduzione al
rito del Battesimo sia degli adulti che dei bambini.
|